Una reflex per domarle

Crisis

Negli ultimi articoli ho parlato dei nuovi orizzonti offerti dalla mobile photography e dell’utilizzo di Instagram. In questi mesi ho continuato a scattare foto con lo smartphone e a caricarle sia sul mio profilo Instagram sia sul mio account Flickr in un set dedicato.
La mobile photography mi permette di tenere una specie di diario visivo, ma non sono certo uno di quelli che scattano foto a raffica in modo ossessivo-compulsivo. D’altronde ho iniziato a fotografare con la pellicola e mantengo ancora la (buona) abitudine di riflettere se un’immagine meriti davvero di essere scattata, nonostante il digitale abbia di fatto eliminato il problema del “risparmio” degli scatti.

La comodità e l’immediatezza dello smartphone, però, non mi ha fatto dimenticare la fotografia con la reflex e finalmente ho ripreso a vagabondare like a stray dog per le strade di Milano (città in cui vivo da un paio di mesi) per ricominciare con la street photography. Anzi, ho fatto di più… molto di più: ho acquistato una reflex di alto livello, ovvero una Nikon D800.

La Nikon D800, di cui la foto del post è uno dei primi scatti, non va a sostituire la mia vecchia e fedele Nikon D80, che continuo a utilizzare, ma la affianca e la completa. La D800 si affiancherà alla D80 nei vagabondaggi dedicati alla street photography, ma la scelta di questo corpo macchina di alto livello è maturata dalla volontà di approfondire anche altri aspetti della fotografia. Il sensore da 36MP (!) offre una resa straordinari negli scatti in studio, nella fotografia di ritratto e di paesaggi. Non viene considerata una macchina adatta alla fotografia sportiva né a situazioni di luce scarsa, ma questo mi preoccupa pochissimo perché intendo usarla soprattutto in situazioni in cui posso studiare e comporre l’immagine e gestire a piacimento la luce.
La D800 offre inoltre la possibilità di girare video in Full HD, timelapse e, grazie alla funzionalità live view, è idonea anche alla connessione con computer per la creazione di video in stop motion. Insomma, si tratta di una macchina fotografica che offre una qualità superba degli scatti, ma anche altre opportunità di lavorare con le immagini – d’altronde ormai tutte le reflex hanno funzionalità video.

Dopo un anno in cui ho scattato pochissime foto (il 2013, ma anche il 2012 per la verità), ho deciso di seguire le mie radici, come suggerisce l’adesivo nella foto, e ho finalmente ripreso a dedicarmi alla fotografia in modo continuativo. Ho ricominciato con i soliti progetti e in particolare con quelli di street photography; ora che vivo proprio a Milano, per prima cosa, provvederò ad arricchire il set dedicato a questa città che, come ho scritto da un’altra parte, offre molti spunti per la fotografia da strada. Continuo con gli scatti di aerosol art, con quelli alle scritte sui muri e a quei dettagli che costituiranno texture pack. Per il 2014, inoltre, prevedo di riprendere a girare per l’Italia e migliorarmi nella fotografia di paesaggio, ma anche di cercare contatti per fare qualche foto di scena e magari qualche scatto in studio.

La recente (ri)scoperta di Lens Culture, inoltre, mi ha fatto tornare la voglia di pensare seriamente alla realizzazione di un progetto fotografico ben preciso a cui dare la forma di libro e/o blog. Ora sono ben attrezzato perché ho due corpi macchina oltre a obiettivi, flash e accessori vari… insomma, mancano soltanto gli scatti! Ma a questo provvederò al più presto.

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Il fascino dell’imperfezione

Praying

Foto scattata con la vecchia Nikon Coolpix E3700 a Milano, camminando di fretta.

Come ho già scritto più volte, non sono un fanatico della perfezione tecnica né un malato dell’aggiornamento a tutti i costi. Mi piace rispolverare tecnologie, per così dire, antiche come l’analogica Pentax Spotmatic F o la superata (in termini di prestazioni) Coolpix E3700, la mia prima compatta digitale. A tale proposito segnalo questo articolo di Eric Kim, che delinea il vantaggio dell’uso di una point and shoot camera per la street photography: 5 reasons why you should use a point and shoot for street photography.

Per quanto riguarda la Pentax ho già parlato del fascino dell’imprevidibilità della pellciola. La compatta, invece, esalta il fascino dell’imperfezione.

Capita di essere di fretta e di camminare a passo svelto per non perdere un treno. Capita di passare per una via di Milano piena di scritte e disegni sui muri, soggetti che mi piace sempre fotografare in puro stile Like a stray dog. Tiro fuori la Coolpix dalla tasca, l’accendo e rallentando solo leggermente l’andatura scatto una serie di foto alle tracce urbane che mi circondano. Il risultato non può essere tecnicamente ottimale, come sarebbe stato se mi fossi fermato con la reflex e avessi curato composizione, messa a fuoco, tempo ed esposizione, ma le immagini che risultano da tali scatti possono avere un loro fascino particolare. Il fascino dell’imperfezione.

Like a stray dog: photoblog

Questo photoblog non era sufficiente! Neppure il progetto e l’omonimo gruppo su Flickr erano sufficienti!

E allora ecco un nuovo photoblog: Like a stray dog.

Il titolo, che richiama la famosa foto Stray dog del maestro Daido Moriyama, è identico a quello del progetto e del gruppo. Il photoblog, a cui ho applicato l’eccellente template Duotone, nasce come una sorta di diario attraverso cui mostrare una selezione dei miei scatti e condividere alcune riflessioni sulla street photography.

Non escludo che in futuro ci possa essere un’evoluzione e possa considerare di ampliare il photoblog fornendo informazioni e risorse sulla street photography, per cui al momento rimando a siti già esaurienti. Penso, però, che resterà semplicemente un blog concentrato sulla mia personale attività fotografica per le strade. Si tratta innanzitutto di una scelta, perché non voglio correre il rischio di impelagarmi in disquisizioni sull’essenza e sulla pratica della street photography. Tuttavia è anche una necessità, perché devo cercare di contenere le dimensioni dei miei progetti on-line. Oltre ai due photoblog devo seguire l’account Flickr e il sito dedicato alla mia attività professionale di video editor e motiongrapher. E come se tutto ciò non fosse più che sufficiente, ho in mente di aprire un photoblog per il progetto su Vimercate… ma questa è un’altra storia e l’affronterò in futuro!

Like a stray dog

Big eyes

Manichini e cartellone pubblicitario nella vetrina di un negozio del centro di Lubiana (Slovenia).

La foto, che ho intitolato Occhi grandi, è la prima che ho messo nella galleria del gruppo Flickr Like a stray dog che ho creato pochi giorni fa.

Il gruppo, il cui titolo in italiano suona Come un cane randagio, è dedicato alla street photography ed è contemporaneamente un omaggio al grande fotografo giapponese Daido Moriyama. Infatti ho voluto presentare questo gruppo con questa sua frase:

For me, photography is not a means by which to create beautiful art, but a unique way of encountering genuine reality.

La citazione dice, parafrasandola, che la fotografia non è un semplice mezzo per creare dell’arte, per quanto possa essere bella, ma un mezzo per entrare in contatto con la realtà nel modo più autentico possibile. Ho sempre condiviso quest’idea, ma ho sempre pensato che ci fossero pochi artisti capaci di esprimerla completamente. Daido Moriyama è sicuramente uno di questi.

Adoro il modo di concepire e usare la fotografia del maestro giapponese, perché non si cura in modo maniacale della tecnica, cosa che, invece, oggi sembra la principale preoccupazioni di molti fotografi, siano essi professionisti o amatori. A questo proposito è illuminante il documentario intitolato Memoires of a dog su e con Daido Moryiama, che illustra praticamente il suo modo di fotografare accompagnando lo spettatore per le vie della sua Tokyo e di altre città, che costituiscono il suo soggetto preferito.

Per ritornare al gruppo, le linee guida sono molto semplici: è un gruppo dedicato alla street photography, perciò viene limitata la tipologia di soggetti, anche se poi non ci sono limitazioni eccessivamente rigide; al contrario è richiesto che le foto siano in bianco e nero; sono graditi il contrasto elevato, la grana, e in generale tutto ciò non rientra in quei canoni che si possono definire tipici di una “buona” fotografia, perciò anche esposizione sballata per eccesso o difetto, sporcature varie, flare etc. l’importante che tutto ciò contribuisca a rendere ogni scatto più affascinante.
Per il momento è possibile inviare due foto al giorno, che dovranno essere approvate dall’amministratore, che poi è il sottoscritto; questo è semplicemente un modo per garantire che il gruppo non si riempia di foto poco coerenti con lo spirito per il quale è stato creato.
Certo non escludo che tali linee guida potranno cambiare in futuro, se il gruppo crescerà e ci sarà la collaborazione di altri stray dog, come ho definito i partecipanti generici, nel ruolo di white dog, cioè moderatore, o black dog, cioè amministratore – una nomenclatura di mia invenzione.

Per quanto riguarda l’immagine non voglio dilungarmi in spiegazioni. Mi limito a dire che è un omaggio esplicito a Daido Moriyama. L’ho scattata a 1600 ISO non soltanto perchè la luce era scarsa, ma anche perché volevo sperimentare la resa della grana data dal rumore digitale e confrontarla con quella che posso aggiungere in post-produzione. E devo dire che scattando a ISO elevati si ottengono risultati più soddisfacenti!
Per quanto riguarda la post-produzione, ho sviluppato il RAW in Capture NX sistemando il contrasto, poi in Photoshop l’ho convertito in bianco e nero, ho esasperato ulteriormente il contrasto, ho rifilato leggermente i bordi, ho creato un alone più scuro lungo i quattro lati per concentrare l’attenzione sul centro dell’immagine, quindi l’ho ridimensionata a 1024px in orizzontale, ho convertito il profilo colore in sRGB e ho esportato in JPEG alla massima qualità.

Dati EFIX della foto.

Indirizzo del gruppo Like a stray dog su Flickr: http://www.flickr.com/groups/likeastraydog

Daido Moriyama Photo Foundation – sito ufficiale del fotografo giapponese.