Gritty images of hockey

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Gritty images of hockey è il mio nuovo progetto fotografico, che è dedicato alle “immagini di giocatori e di tifosi di hockey a Milano”, come recita la descrizione dell’album che ho creato su Flickr.

Gritty images of hockey, però, è anche il tumblog che ho aperto su Tumblr.

Ho deciso di creare un tumblog come prova per testarne il funzionamento come mezzo per la creazione di gallerie virtuali per alcuni miei progetti fotografici. Tumblr è semplice, veloce e perfettamente integrato con i principali social network di cui si servono milioni di utenti, perciò risulta più idoneo di un sito personale e di un classico blog per l’organizzazione e la presentazione di un progetto fotografico.

Per il nuovo progetto ho deciso di seguire un approccio diretto e veloce sia nello scatto che nella post-produzione: le foto sono scattate con la compatta Panasonic Lumix DMC-SZ7, sono sviluppate velocemente in Camera Raw utilizzando un paio di preset per la conversione in bianco e nero e l’aggiunta di una leggera grana che conferisce l’aspetto gritty, quindi sono caricate su Flickr e poi su Tumblr.

A differenza degli altri album su Flickr e dei post su questo blog, non rinomino le foto né le commento. Le foto hanno un semplice numero progressivo e non hanno descrizione, che sarebbe superflua. Il titolo e il sottotitolo del progetto sono sufficienti a comunicare tutto ciò che serve sapere sulle immagini.

Le immagini devono essere guardate, questo è ciò che mi interessa.

Like a stray dog

Big eyes

Manichini e cartellone pubblicitario nella vetrina di un negozio del centro di Lubiana (Slovenia).

La foto, che ho intitolato Occhi grandi, è la prima che ho messo nella galleria del gruppo Flickr Like a stray dog che ho creato pochi giorni fa.

Il gruppo, il cui titolo in italiano suona Come un cane randagio, è dedicato alla street photography ed è contemporaneamente un omaggio al grande fotografo giapponese Daido Moriyama. Infatti ho voluto presentare questo gruppo con questa sua frase:

For me, photography is not a means by which to create beautiful art, but a unique way of encountering genuine reality.

La citazione dice, parafrasandola, che la fotografia non è un semplice mezzo per creare dell’arte, per quanto possa essere bella, ma un mezzo per entrare in contatto con la realtà nel modo più autentico possibile. Ho sempre condiviso quest’idea, ma ho sempre pensato che ci fossero pochi artisti capaci di esprimerla completamente. Daido Moriyama è sicuramente uno di questi.

Adoro il modo di concepire e usare la fotografia del maestro giapponese, perché non si cura in modo maniacale della tecnica, cosa che, invece, oggi sembra la principale preoccupazioni di molti fotografi, siano essi professionisti o amatori. A questo proposito è illuminante il documentario intitolato Memoires of a dog su e con Daido Moryiama, che illustra praticamente il suo modo di fotografare accompagnando lo spettatore per le vie della sua Tokyo e di altre città, che costituiscono il suo soggetto preferito.

Per ritornare al gruppo, le linee guida sono molto semplici: è un gruppo dedicato alla street photography, perciò viene limitata la tipologia di soggetti, anche se poi non ci sono limitazioni eccessivamente rigide; al contrario è richiesto che le foto siano in bianco e nero; sono graditi il contrasto elevato, la grana, e in generale tutto ciò non rientra in quei canoni che si possono definire tipici di una “buona” fotografia, perciò anche esposizione sballata per eccesso o difetto, sporcature varie, flare etc. l’importante che tutto ciò contribuisca a rendere ogni scatto più affascinante.
Per il momento è possibile inviare due foto al giorno, che dovranno essere approvate dall’amministratore, che poi è il sottoscritto; questo è semplicemente un modo per garantire che il gruppo non si riempia di foto poco coerenti con lo spirito per il quale è stato creato.
Certo non escludo che tali linee guida potranno cambiare in futuro, se il gruppo crescerà e ci sarà la collaborazione di altri stray dog, come ho definito i partecipanti generici, nel ruolo di white dog, cioè moderatore, o black dog, cioè amministratore – una nomenclatura di mia invenzione.

Per quanto riguarda l’immagine non voglio dilungarmi in spiegazioni. Mi limito a dire che è un omaggio esplicito a Daido Moriyama. L’ho scattata a 1600 ISO non soltanto perchè la luce era scarsa, ma anche perché volevo sperimentare la resa della grana data dal rumore digitale e confrontarla con quella che posso aggiungere in post-produzione. E devo dire che scattando a ISO elevati si ottengono risultati più soddisfacenti!
Per quanto riguarda la post-produzione, ho sviluppato il RAW in Capture NX sistemando il contrasto, poi in Photoshop l’ho convertito in bianco e nero, ho esasperato ulteriormente il contrasto, ho rifilato leggermente i bordi, ho creato un alone più scuro lungo i quattro lati per concentrare l’attenzione sul centro dell’immagine, quindi l’ho ridimensionata a 1024px in orizzontale, ho convertito il profilo colore in sRGB e ho esportato in JPEG alla massima qualità.

Dati EFIX della foto.

Indirizzo del gruppo Like a stray dog su Flickr: http://www.flickr.com/groups/likeastraydog

Daido Moriyama Photo Foundation – sito ufficiale del fotografo giapponese.

Anteprima: Budapest

Széchenyi lánchíd

Széchenyi lánchíd, ovvero Ponte delle Catene, con veduta della Cittadella. Budapest, Ungheria.

Mi ero ripromesso di scrivere il mio primo reportage di viaggio appena fossi tornato da Budapest. Purtroppo nell’ultimo mese ho avuto poco tempo da dedicare alla selezione e allo sviluppo delle centinaia di scatti che ho fatto in Ungheria, ma nei prossimi giorni inizierò sicuramente a scrivere il resoconto del mio viaggio a Budapest.

Nell’attesa è possibile vedere il set dedicato a Budapest sul mio spazio Flickr, dove ho già pubblicato le prime foto che ho elaborato. Foto rigorosamente in bianco e nero, con un contrasto piuttosto accentuato, bordi leggermente bruciati e una leggera grana. In tale modo mi sono immaginato Budapest nel momento stesso in cui fotografavo i suoi palazzi e le sue vie, ma di questo parlerò dettagliatamente nel reportage.

Dopo aver scritto il reportage sul viaggio a Budapest, inizierò a lavorare su quello dedicato alla visita a Santo Stefano Belbo sulle tracce della vita e delle opere di Cesare Pavese.

Dati EFIX della foto.

Set completo su Flickr.

Yo Yo Mundi

Yo Yo Mundi

Yo Yo Mundi alla Festa dei popoli di Cassano d’Adda (10.07.2009).

Scattare con poca luce, e per di più un soggetto in movimento, è sempre difficile. C’è il rischio che l’immagine risulti eccessivamente mossa oppure troppo rumorosa per l’utilizzo di ISO elevati.

Questa foto scattata al concerto di Yo Yo Mundi presso la Festa dei popoli presenta entrambi i difetti: mosso e rumore.

Eppure, a volte, tali imperfezioni rendono un’immagine più interessante. In questo caso il mosso sottolinea il dinamismo dell’azione e il rumore digitale, anche se tutto sommato risulta contenuto, dà il senso di “grana” da pellicola – e mi evita di simularla in Photoshop, che non è mai il massimo.
Se il mosso e il rumore sono stati praticamente imposti dalle condizioni di scatto, l’inquadratura e il momento sono stati frutto di una ricerca che è durata circa una cinquantina di scatti che ho effettuato nell’arco di un’ora. Non riuscivo a trovare un’inquadratura che comprendesse in maniera chiara (quasi) tutti i musicisti e che allo stesso tempo raccontasse l’energia sprigionata dal gruppo durante il concerto. Questo è stato l’ultimo scatto che ho effettuato e l’unico che mi soddisfa.

Mi sembra che il bianco e nero conferisca all’immagine realismo e drammaticità, che permettono alla fotografia di essere contemporaneamente il documento di un istante e il racconto di una storia. Questa è la sensazione che ho avuto dalle ultime mostre viste allo Spazio Forma di Milano, cioè Questa è la guerra! su Robert Capa e Gerda Taro e Nippon Kobo – Sguardi sul Giappone. Per questo motivo sono sempre più affascinato dal bianco e nero e anche se scatto in digitale, mi sforzo, per così dire, di pensare in bianco e nero. Cerco di visualizzare l’immagine che voglio ottenere ponendo particolare attenzione al contrasto di luci e ombre e pensando in anticipo al modo in cui sarà reso nella conversione.

Documentare. Raccontare. Questo è quello che tento di fare con la fotografia. Preferibilmente in bianco e nero.

Per la conversione in bianco e nero di questa foto ho utilizzato Adobe Photoshop CS4 applicando il livello di regolazione bianco e nero. Poi ho applicato il livello di regolazione curve per bilanciare il contrasto in modo accurato e ho utilizzato lo strumento brucia e scherma per ritoccare leggermente alcune zone. Infine ho ridimensionato l’immagine a 1024 pixel di larghezza, ho applicato una leggera maschera di contrasto e ho convertito il profilo di colore in sRGB. L’ultima azione è stata l’esportazione in JPEG alla qualità massima (12) con la modalità baseline optimized.

Dati EFIX della foto.