Gritty images of hockey

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Gritty images of hockey è il mio nuovo progetto fotografico, che è dedicato alle “immagini di giocatori e di tifosi di hockey a Milano”, come recita la descrizione dell’album che ho creato su Flickr.

Gritty images of hockey, però, è anche il tumblog che ho aperto su Tumblr.

Ho deciso di creare un tumblog come prova per testarne il funzionamento come mezzo per la creazione di gallerie virtuali per alcuni miei progetti fotografici. Tumblr è semplice, veloce e perfettamente integrato con i principali social network di cui si servono milioni di utenti, perciò risulta più idoneo di un sito personale e di un classico blog per l’organizzazione e la presentazione di un progetto fotografico.

Per il nuovo progetto ho deciso di seguire un approccio diretto e veloce sia nello scatto che nella post-produzione: le foto sono scattate con la compatta Panasonic Lumix DMC-SZ7, sono sviluppate velocemente in Camera Raw utilizzando un paio di preset per la conversione in bianco e nero e l’aggiunta di una leggera grana che conferisce l’aspetto gritty, quindi sono caricate su Flickr e poi su Tumblr.

A differenza degli altri album su Flickr e dei post su questo blog, non rinomino le foto né le commento. Le foto hanno un semplice numero progressivo e non hanno descrizione, che sarebbe superflua. Il titolo e il sottotitolo del progetto sono sufficienti a comunicare tutto ciò che serve sapere sulle immagini.

Le immagini devono essere guardate, questo è ciò che mi interessa.

Una rosa solitaria

Solitary rose

Per le strade di Milano, tra le strade congestionate dal traffico e i palazzoni di cemento, ogni tanto spuntano le rose.

Spesso ci muoviamo con troppa fretta, persi nella concitazione dei ritmi quotidiani, e ignoriamo i dettagli che ci circondano. Ogni tanto, però, lo sguardo che scivola sulla superficie della città è attratto da un’immagine, che per un momento lo cattura.

Camminando per le strade con sguardo attento è possibile cogliere immagini che forse non avremmo creduto possibili, o che semplicemente non avevamo mai immaginato. E una compatta sempre in tasca permette di fissarle su pixel, come ho scritto in Photography is not about the camera:

Io cerco sempre di portare in tasca una compatta pronta all’uso per non lasciarmi sfuggire immagini che voglio immortalare su pixel (una volta avrei detto su pellicola!). Per me la compatta è come la penna che ho sempre in tasca: un mezzo per prendere appunti. Con la penna prendo appunti scrivendo su un taccuino, mentre la compatta mi permette di registrare appunti visivi della realtà.

Per un nuovo anno di street photography

Sad Santa

Un Babbo Natale triste (almeno questa è la mia impressione) nella vetrina di un negozio di Siena.

Le festività natalizie sono ormai passate ed è finito anche il 2011.

Ho scattato le ultime foto dell’anno appena trascorso a Siena e, come ormai accade da un po’ di tempo, si tratta prevalentemente di immagini nello spirito del gruppo Like a stray dog, che potete trovare su Flickr.

Per me il 2011 è stato un buon anno dal punto di vista fotografico, perché ho avuto la possibilità di visitare molte città, tra cui Lisbona, e di scattare molte foto interessanti. Il mio archivio si è ulteriormente ampliato e molte sono le immagini che devo ancora sistemare e pubblicare. Non soltanto foto di carattere street, ma queste rimangono la parte prevalente. Street nel senso di foto scattate camminando per le strade delle città che ho visitato, in una personalissima pratica di photowalking. Infatti tendo a fotografare più le cose che le persone, perciò pratico la street photography in modo più ampio del senso classico.

Cosa mi aspetto dal 2012?

Innanzitutto di avere (ancora) più tempo da dedicare alla fotografia, cioè di avere la possibilità di visitare città e luoghi interessanti, accompagnato come sempre dalla mia Nikon D80 (e in qualche occasione anche dalla Ashai Pentax Spotmatic F con tanto di pellicola in bianco e nero) e da un taccuino Moleskine per gli appunti. La meta della prossima estate è Kiev, capitale dell’Ucraina, ma è solo un’idea.

A proposito di appunti di viaggio, forse riuscirò finalmente a scrivere sintetici reportage su Budapest, i percorsi pavesiani e ovviamente Lisbona. Non necessariamente in tale ordine…

Per quanto riguarda gli altri progetti fotografici ho due priorità: ampliare il numero di utenti del gruppo Like a stray dog, che al momento conta 71 membri per oltre 800 foto, e iniziare a organizzare le immagini per i due libri di fotografia che ho in mente.

Il primo libro su cui vorrei lavorare ha il titolo provvisorio di Tracce urbane. Consiste in una raccolta di foto di genere rigorosamente street, in bianco e nero, che mostrino il rapporto tra l’uomo e la città. L’idea è qualle di utilizzare due tipi di immagini che fanno parte del progetto Like a stray dog, cioè tag e scritte su muri, saracinesche etc. e manifesti di pubblicità, eventi etc. Scritte e manifesti sono per la città quello che le rughe sono per un viso: segno di una vita vissuta.

Il secondo libro è sempre legato alla città e consiste in una selezione di fotografie che mostrino varie città italiane ed estere da punti di vista non usuali. Ho già parlato di tale argomento in altri articoli e ho già accennato all’idea di realizzare un libro sull’argomento. Ora è il momento di mettersi al lavoro! Tra i viaggi all’estero e soprattutto in Italia ho ormai un discreto numero di fotografie tra cui scegliere… certo mi mancano molte città più famose, ma questo progetto è un work in progress che potrà essere aggiornato con il passare del tempo.

Insomma, dall’anno appena iniziato mi aspetto soprattutto molto tempo da dedicare alla fotografia e in particolare ai miei progetti di street photography. Non mi resta che augurare altrettanto ai fedeli lettori di questo blog (lo so, lo so… dovrei scrivere con maggiore frequenza!) e a tutti i membri del gruppo Like a stray dog.

Dati EFIX della foto.

Tracce urbane

Tag
Dati EFIX della foto

Scritte (tag) su una saracinesca a Genova.

Nel poco tempo libero che posso dedicare alle foto continuo il mio terzo progetto fotografico, Like a stray dog, che ho anche deciso di condividere attraverso l’omonimo gruppo creato su Flickr.
I soggetti che preferisco sono quelli che definisco tracce urbane, cioè testimonianze più o meno volontarie di un rapporto con la città, come le scritte sui muri, che siano semplici tag o veri e propri pezzi di aerosol art, banali scarabocchi o pensieri più profondi.

Mi piacciono anche i manifesti, soprattutto quelli strappati e logorati dal tempo, che nel loro continuo sovrapporsi creano fantastici mosaici di parole, immagini, forme, colori.

Flyers on a wall
Dati EFIX della foto

E ancora i manichini nelle vetrine dei negozi, che spesso danno l’idea di rappresentare scene che rispecchiano la realtà, come in questa immagine in cui due manichini dalle sembianze femminili sembrano scambiarsi uno sguardo di sfida.

Defiant attitude
Dati EFIX della foto

Mi interessa ovviamente la figura umana e il modo in cui è in relazione all’ambiente urbano in cui si muove e con cui interagisce lasciando segni del proprio passaggio, quelli che ho appunto definito tracce urbane.

Walking
Dati EFIX della foto

Like a stray dog

Big eyes

Manichini e cartellone pubblicitario nella vetrina di un negozio del centro di Lubiana (Slovenia).

La foto, che ho intitolato Occhi grandi, è la prima che ho messo nella galleria del gruppo Flickr Like a stray dog che ho creato pochi giorni fa.

Il gruppo, il cui titolo in italiano suona Come un cane randagio, è dedicato alla street photography ed è contemporaneamente un omaggio al grande fotografo giapponese Daido Moriyama. Infatti ho voluto presentare questo gruppo con questa sua frase:

For me, photography is not a means by which to create beautiful art, but a unique way of encountering genuine reality.

La citazione dice, parafrasandola, che la fotografia non è un semplice mezzo per creare dell’arte, per quanto possa essere bella, ma un mezzo per entrare in contatto con la realtà nel modo più autentico possibile. Ho sempre condiviso quest’idea, ma ho sempre pensato che ci fossero pochi artisti capaci di esprimerla completamente. Daido Moriyama è sicuramente uno di questi.

Adoro il modo di concepire e usare la fotografia del maestro giapponese, perché non si cura in modo maniacale della tecnica, cosa che, invece, oggi sembra la principale preoccupazioni di molti fotografi, siano essi professionisti o amatori. A questo proposito è illuminante il documentario intitolato Memoires of a dog su e con Daido Moryiama, che illustra praticamente il suo modo di fotografare accompagnando lo spettatore per le vie della sua Tokyo e di altre città, che costituiscono il suo soggetto preferito.

Per ritornare al gruppo, le linee guida sono molto semplici: è un gruppo dedicato alla street photography, perciò viene limitata la tipologia di soggetti, anche se poi non ci sono limitazioni eccessivamente rigide; al contrario è richiesto che le foto siano in bianco e nero; sono graditi il contrasto elevato, la grana, e in generale tutto ciò non rientra in quei canoni che si possono definire tipici di una “buona” fotografia, perciò anche esposizione sballata per eccesso o difetto, sporcature varie, flare etc. l’importante che tutto ciò contribuisca a rendere ogni scatto più affascinante.
Per il momento è possibile inviare due foto al giorno, che dovranno essere approvate dall’amministratore, che poi è il sottoscritto; questo è semplicemente un modo per garantire che il gruppo non si riempia di foto poco coerenti con lo spirito per il quale è stato creato.
Certo non escludo che tali linee guida potranno cambiare in futuro, se il gruppo crescerà e ci sarà la collaborazione di altri stray dog, come ho definito i partecipanti generici, nel ruolo di white dog, cioè moderatore, o black dog, cioè amministratore – una nomenclatura di mia invenzione.

Per quanto riguarda l’immagine non voglio dilungarmi in spiegazioni. Mi limito a dire che è un omaggio esplicito a Daido Moriyama. L’ho scattata a 1600 ISO non soltanto perchè la luce era scarsa, ma anche perché volevo sperimentare la resa della grana data dal rumore digitale e confrontarla con quella che posso aggiungere in post-produzione. E devo dire che scattando a ISO elevati si ottengono risultati più soddisfacenti!
Per quanto riguarda la post-produzione, ho sviluppato il RAW in Capture NX sistemando il contrasto, poi in Photoshop l’ho convertito in bianco e nero, ho esasperato ulteriormente il contrasto, ho rifilato leggermente i bordi, ho creato un alone più scuro lungo i quattro lati per concentrare l’attenzione sul centro dell’immagine, quindi l’ho ridimensionata a 1024px in orizzontale, ho convertito il profilo colore in sRGB e ho esportato in JPEG alla massima qualità.

Dati EFIX della foto.

Indirizzo del gruppo Like a stray dog su Flickr: http://www.flickr.com/groups/likeastraydog

Daido Moriyama Photo Foundation – sito ufficiale del fotografo giapponese.

Vista verticale

Vertical view

Obiettivo puntato verso il cielo tra i palazzi di Trieste.

Personalmente cerco sempre di cogliere quello che si può definire lo spirito di una città attraverso scatti che ne descrivano le peculiarità. Per fare questo, però, occorre conoscere bene una città, o almeno viverla per qualche tempo. Il mio ambizioso progetto su Budapest, di cui devo ancora riuscire a scrivere il reportage annunciato ormai mesi addietro (in realtà ne ho scritto quasi metà; forse è il caso che inizi a pubblicarlo senza attendere di completarlo!) è stato pensato e realizzato secondo tale idea. Purtroppo credo che (ri)vivere la capitale ungherese per cinque giorni non mi sia stato sufficiente. Occorre tempo: tempo per vivere una città o un luogo; tempo per conoscerlo ed entrarci in sintonia; tempo per tutti gli scatti che s’intende realizzare.

Se è difficile cogliere lo spirito di una città quando si ha poco tempo a disposizione, ciò, tuttavia, non significa che non si possano trovare altri spunti. Ogni città, infatti, offre una miriade di occasioni per scatti interessanti: geometrie dei palazzi, dettagli architettonici, riflessi di vetri e vetrine, insegne e cartelli… Personalmente amo ricercare inquadrature inusuali attraverso cui guardare la città, come quella di questo post, scattata vicino a Piazza dell’Unità, e concentrarmi sui dettagli, come ho fatto nel mio primo progetto Vimercate: dettagli.

Per quanto riguarda la post-produzione, ho semplicemente eseguito la conversione in bianco e nero con Photoshop CS4, quindi ho ridimensionato l’immagine a 1024 pixel di larghezza applicando sharpen secondo il già citato metodo descritto da Juza sul suo sito, che ormai ho fatto mio, quindi ho convertito il profilo di colore in sRGB prima di esportare in JPEG alla qualità massima.

Dati EFIX della foto.

Torre nel cielo con nuvola

Tower in the sky with cloud

Una torre del castello estense di Ferrara.

Torno a pubblicare un post dopo un mese dall’ultimo. La visita alla mostra di Steve McCurry è alle porte. Nel fine settimana, infatti, sarò a Perugia. Sono impaziente non soltanto per la mostra, ma anche perchè per la prima volta potrò seguire l’Umbria Jazz e avrò l’occasione, forse unica, di ascoltare dal vivo the saxophone colossus, cioè il leggendario Sonny Rollins (venerdì 16, ore 21:30, presso l’Arena Santa Giuliana).

Per quanto riguarda gli scatti recenti, posso scrivere pochissimo. Nelle ultime settimane ho visitato Ferrara, Modena e sono tornato a Trieste, ma ho fatto pochi scatti. In compenso ho rispolverato la gloriosa Asahi Pentax Spotmatic F che era di mio padre con l’intenzione di riprendere a fare qualche scatto in pellicola. L’occasione giusta sarà proprio la visita a Perugia, che intedo immortalare con un obiettivo Takumar 28mm e pellicola in bianco e nero, senza ovviamente escludere la mia solita attrezzatura digitale.

Questa foto raffigura una delle torri del castello estense di Ferrara. Ferrara è una città splendida, che meriterebbe di essere visitata e fotografata con calma. Purtroppo mi sono fermato soltanto due giorni e ho trovato un tempo pessimo, perciò non ho fatto molti scatti. Il temporale di domenica mi ha costretto a cercare rifugio in un bar per un intero pomeriggio!

Per quanto riguarda la post-produzione di questo scatto, ho utilizzato Photoshop CS4 più del solito. Dopo aver sviluppato il RAW in Capture NX 2, ho rimosso in Photshop due antenne che spuntavano dalla cima della torre e che trovavo fastidiosamente brutte. Poi ho effettuato la conversione in bianco e nero e ho lavorato soprattutto con un livello di regolazione curve e con gli strumenti brucia e scherma per ottenere l’effetto voluto, specialmente sulla nuvola di cui ho cercato d’esaltare il volume. Oltre ad aver aggiunto una leggera grana e a bruciare i contorni, ho lavorato sullo sharpening cioè sulla nitidezza dell’immagine. In questa foto ho applicato una tecnica suggerita dal fotografo Juza nell’articolo Preparare una foto per il web (primo paragrafo). Il risultato è veramente stupefacente! Richiede però molta attenzione e un preciso lavoro sulle maschere e sui livelli. Infine ho ridimensionato la foto a 1024 pixel di larghezza, ho convertito il profilo colore e ho esportato in JPEG alla qualità massima.

Dati EFIX della foto.