Gritty images of hockey

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Gritty images of hockey è il mio nuovo progetto fotografico, che è dedicato alle “immagini di giocatori e di tifosi di hockey a Milano”, come recita la descrizione dell’album che ho creato su Flickr.

Gritty images of hockey, però, è anche il tumblog che ho aperto su Tumblr.

Ho deciso di creare un tumblog come prova per testarne il funzionamento come mezzo per la creazione di gallerie virtuali per alcuni miei progetti fotografici. Tumblr è semplice, veloce e perfettamente integrato con i principali social network di cui si servono milioni di utenti, perciò risulta più idoneo di un sito personale e di un classico blog per l’organizzazione e la presentazione di un progetto fotografico.

Per il nuovo progetto ho deciso di seguire un approccio diretto e veloce sia nello scatto che nella post-produzione: le foto sono scattate con la compatta Panasonic Lumix DMC-SZ7, sono sviluppate velocemente in Camera Raw utilizzando un paio di preset per la conversione in bianco e nero e l’aggiunta di una leggera grana che conferisce l’aspetto gritty, quindi sono caricate su Flickr e poi su Tumblr.

A differenza degli altri album su Flickr e dei post su questo blog, non rinomino le foto né le commento. Le foto hanno un semplice numero progressivo e non hanno descrizione, che sarebbe superflua. Il titolo e il sottotitolo del progetto sono sufficienti a comunicare tutto ciò che serve sapere sulle immagini.

Le immagini devono essere guardate, questo è ciò che mi interessa.

Una reflex per domarle

Crisis

Negli ultimi articoli ho parlato dei nuovi orizzonti offerti dalla mobile photography e dell’utilizzo di Instagram. In questi mesi ho continuato a scattare foto con lo smartphone e a caricarle sia sul mio profilo Instagram sia sul mio account Flickr in un set dedicato.
La mobile photography mi permette di tenere una specie di diario visivo, ma non sono certo uno di quelli che scattano foto a raffica in modo ossessivo-compulsivo. D’altronde ho iniziato a fotografare con la pellicola e mantengo ancora la (buona) abitudine di riflettere se un’immagine meriti davvero di essere scattata, nonostante il digitale abbia di fatto eliminato il problema del “risparmio” degli scatti.

La comodità e l’immediatezza dello smartphone, però, non mi ha fatto dimenticare la fotografia con la reflex e finalmente ho ripreso a vagabondare like a stray dog per le strade di Milano (città in cui vivo da un paio di mesi) per ricominciare con la street photography. Anzi, ho fatto di più… molto di più: ho acquistato una reflex di alto livello, ovvero una Nikon D800.

La Nikon D800, di cui la foto del post è uno dei primi scatti, non va a sostituire la mia vecchia e fedele Nikon D80, che continuo a utilizzare, ma la affianca e la completa. La D800 si affiancherà alla D80 nei vagabondaggi dedicati alla street photography, ma la scelta di questo corpo macchina di alto livello è maturata dalla volontà di approfondire anche altri aspetti della fotografia. Il sensore da 36MP (!) offre una resa straordinari negli scatti in studio, nella fotografia di ritratto e di paesaggi. Non viene considerata una macchina adatta alla fotografia sportiva né a situazioni di luce scarsa, ma questo mi preoccupa pochissimo perché intendo usarla soprattutto in situazioni in cui posso studiare e comporre l’immagine e gestire a piacimento la luce.
La D800 offre inoltre la possibilità di girare video in Full HD, timelapse e, grazie alla funzionalità live view, è idonea anche alla connessione con computer per la creazione di video in stop motion. Insomma, si tratta di una macchina fotografica che offre una qualità superba degli scatti, ma anche altre opportunità di lavorare con le immagini – d’altronde ormai tutte le reflex hanno funzionalità video.

Dopo un anno in cui ho scattato pochissime foto (il 2013, ma anche il 2012 per la verità), ho deciso di seguire le mie radici, come suggerisce l’adesivo nella foto, e ho finalmente ripreso a dedicarmi alla fotografia in modo continuativo. Ho ricominciato con i soliti progetti e in particolare con quelli di street photography; ora che vivo proprio a Milano, per prima cosa, provvederò ad arricchire il set dedicato a questa città che, come ho scritto da un’altra parte, offre molti spunti per la fotografia da strada. Continuo con gli scatti di aerosol art, con quelli alle scritte sui muri e a quei dettagli che costituiranno texture pack. Per il 2014, inoltre, prevedo di riprendere a girare per l’Italia e migliorarmi nella fotografia di paesaggio, ma anche di cercare contatti per fare qualche foto di scena e magari qualche scatto in studio.

La recente (ri)scoperta di Lens Culture, inoltre, mi ha fatto tornare la voglia di pensare seriamente alla realizzazione di un progetto fotografico ben preciso a cui dare la forma di libro e/o blog. Ora sono ben attrezzato perché ho due corpi macchina oltre a obiettivi, flash e accessori vari… insomma, mancano soltanto gli scatti! Ma a questo provvederò al più presto.

Nuovi orizzonti

The long shadow

Il post precedente si chiudeva con l’intenzione di riprendere a fotografare regolarmente con l’inizio del nuovo anno, ma, come spesso mi è accaduto negli ultimi mesi, il tempo da dedicare agli scatti mi è letteralmente mancato, nonostante abbia sempre portato in tasca la mia Lumix. Per la verità sono riuscito a trovare un paio di occasioni per alcuni scatti, ma li ho lasciati sulle schede di memoria.

Il buon proposito con cui ho chiuso il 2012 non si è ancora realizzato. Per fortuna siamo soltanto all’inizio del 2013.

E per fortuna la tecnologia mi dà una mano. Da una settimana, infatti, ho comperato il mio primo smartphone per necessità lavorative, ma una delle prime risorse che ho sperimentato è stata la fotocamera integrata. E mi sono subito esaltato per le possibilità offerte dalla mobile photography, ovvero della fotografia praticata con cellulare: scatta, elabora, condividi. Tutto in pochissimi clic!

La fotografia di questo post è la prima immagine che ho realizzato interamente con il mio smartphone. Ho eseguito lo scatto e l’ho elaborato regolando il contrasto e la saturazione dei colori. Ho aggiunto il consueto watermark (un po’ piccolo, per la verità, ma mi devo abituare alle proporzioni su uno schermo di 4 pollici) e mi sono concesso il vezzo di un effetto preimpostato con cui ho aggiunto una leggera vignettatura. Poi mi sono collegato al mio account Flickr e ho pubblicato l’immagine.

Confesso che fino a poco tempo fa ero piuttosto scettico riguardo alla mobile photography, perché non sopporto l’omologazione dovuta al successo di applicazioni come Instagram. Mi sono reso conto, però, che non è la tecnologia in sè a essere buona o cattiva, utile o inutile… come sempre, invece, è l’uso che ne si fa. Per quanto mi riguarda si tratta di un nuovo orizzonte, perché mi permette di scattare immagini in modo diverso da quanto faccio con la reflex e con la compatta.

Può capitare che in alcuni casi voglia eseguire uno scatto rapidamente, ritoccarlo il minimo indispensabile e pubblicarlo subito in rete per condividerlo tramite un social network. Probabilmente non sarà perfetto come se l’avessi scattato con una macchina fotografica e l’avessi elaborato con calma, ma questi possono essere aspetti secondari. D’altronde pratico e predico da tempo la street photography secondo l’idea per cui il mezzo fotografico non deve avere il sopravvento sulla fotografia!

A tale proposito ritengo utile riportare le parole di Nobuyoshi Araki sul suo connazionale Daido Moriyama:

“Per molto tempo il fotografo è stato schiavo della macchina fotografica. Una buona camera, una buona lente, la Leica, etc. – queste cose erano i padroni dei fotografo. Ma in un certo senso Daido Moriyama è un fotografo che ha iniziato a fare della macchina fotografica la propria schiava. La fotografia non è fatta dalla macchina. E’ ovvio che si abbia bisogno di una macchina fotografica. Se si vuole scrivere una romantica lettera d’amore, si ha bisogno di un qualche strumento con cui scriverla. Ma qualsiasi cosa – una matita o una penna – è adatta.”

Il punto della situazione: inverno

Ready to fight

Uno dei pochissimi scatti che ho fatto negli ultimi mesi e tra gli ultimissimi del 2012 che ormai volge al termine.

L’ultimo post pubblicato risale ad agosto, quando mi ripromettevo di riprendere a girare per le strade like a stray dog dopo una serie di scatti domestici. Purtroppo negli ultimi mesi ho avuto poco tempo da dedicare alla fotografia. Ho fatto qualche scatto occasionale – più che altro per arricchire il mio personale archivio d texture -, ma non ho mai avuto tempo da dedicare alla fotografia di strada.

Negli ultimi mesi il gruppo Like a stray dog è cresciuto molto: oggi conta ben 152 membri, dei quali molti inviano scatti con regolarità, e oltre 2.500 immagini, che sono sempre molto interessanti. Sono contento per tali numeri, anche se c’è una carenza di partecipazione nelle discussioni proposte. In ogni caso continuo ad aggiornare il thread dedicato a Daido segnalando link interessanti sul maestro giapponese.

L’autunno è passato e ho perso l’occasione di dedicare scatti alla stagione che preferisco. Il rimpianto è non aver sfruttato la luce morbida di ottobre e i colori cangianti delle foglie. Posso incolpare gli eccessivi impegni di lavoro, ma non posso dimenticare la scelta di dedicare praticamente tutto il mio tempo libero a software di grafica. Purtroppo del tanto tempo passato al computer, ristretta è stata la porzione riservata all’elaborazione dei miei scatti, che ormai costituiscono un archivio di quasi 300Gb. E so per certo che ho moltissimi scatti che attendono di essere elaborati!

In questo ultimo giorno del 2012 non posso non fare buoni propositi fotografici per il 2013. Se nell’anno che finisce ho dedicato poco tempo ai miei scatti e alla loro elaborazione, nell’anno che viene voglio riprendere a fotografare con regolarità. D’altronde mi porto sempre dietro la nuova compatta, un’ottima Lumix, e dovrei ricordarmi di usarla con maggiore frequenza come facevo pochi mesi fa.
A proposito di elaborazione, oltre a rivedere l’organizzazione del mio archivio – ogni tanto è bene fare un po’ d’ordine! – voglio dedicarmi seriamente alla selezione degli scatti con cui comporre i libri su cui medito da tempo. Per trovare ispirazione ritornerò a visitare le mostre allo Spazio Forma di Milano e a Fondazione Fotografia di Modena, in attesa di ritornare anche a Fotografia Europea a Reggio Emilia in primavera.

Non mi resta che concludere questo post con un augurio: un 2013 di buona luce a tutti!

Il punto della situazione: estate

Me and my Lumix DMC-SZ7

Un autoritratto con la mia Panasonic Lumix DMC-SZ7.

Questo post piuttosto autoreferenziale è una summa parziale degli ultimi mesi della mia attività fotografica, che potrà interessare a stento giusto un quinto dei miei venticinque lettori.

Tra il lavoro e altri impegni non ho avuto molto tempo da dedicare a nuovi scatti né al mio archivio che si fa sempre più pieno di RAW in attesa di essere elaborati. Per la precisione devo dire che non ho avuto tutto il tempo che avrei desiderato. Tutto sommato, comunque, sono riuscito a portare avanti il progetto Like a stray dog, dedicato alla street photography, che su Flickr è il nome sia di una mia collezione di set sia del gruppo dedicato che ormai conta oltre 100 membri e moltissime foto. Ho aumentato il numero di scatti street soprattutto grazie all’acquisto della compatta Panasonic Lumix DMC-SZ7, che porto sempre in tasca come un taccuino fotografico per prendere appunti visivi.

Il progetto che ho perseguito con maggiore costanza è quello intitolato originariamente 125_gday, e ora ribattezzato 110_gday. Tale progetto è stato realizzato interamente con Photo Boot, il programma che permette di scattare foto iSight, la telecamerina integrata sui computer Apple. Si tratta di una serie di autoritratti improvvisati che ho realizzato all’inizio o alla fine di ogni giornata di lavoro del programma televisivo G’day con Geppi Cucciari, a cui ho lavorato anche nella terza edizione. Non escludo di ripetere l’esperimento o di pensare a nuovi modi di scattare foto tramite i miei Mac.

Per quanto riguarda i buoni propositi primaverili, devo dire che quello di dedicarmi a scatti macro di fiori e piante è stato abbandonato quasi subito. Avrei voluto sfruttuare meglio le giornate di primavera, ma non sono mai riuscito a trovare il tempo. Magari riuscirò a recuperare parzialmente durante l’estate.

Per l’estate ho molti progetti da iniziare, continuare o terminare. Di sicuro continuerò gli scatti street, i due progetti su Vimercate e il progetto sulle scritte sui muri. Sto costruendo un piccolo set domestico secondo la logica del do it yourself per realizzare scatti più studiati da integrare con i miei lavori di grafica. Dal punto di vista dell’elaborazione dell’archivio, voglio trovare il tempo per selezionare e (ri)elaborare gli scatti migliori delle città italiane e straniere che ho visitato; lo scopo è iniziare a mettere insieme le foto che dovrebbero comporre un libro fotografico che abbia come tema la visione della città in modo non convenzionale. Infine voglio scrivere più post sulla fotografia, sia quella che mi piace sia quella che faccio. Per comodità di gestione ho portato in questo blog i primi articoli dedicati alla street photography che avevo pubblicato sull’altro blog, intitolato non casualmente Like a stray dog.

Mi sono già dilungato troppo in questo post. Non mi resta che dire, citando una famosa frase dei cartoons: è tutto, gente!

Like a stray dog: photoblog

Questo photoblog non era sufficiente! Neppure il progetto e l’omonimo gruppo su Flickr erano sufficienti!

E allora ecco un nuovo photoblog: Like a stray dog.

Il titolo, che richiama la famosa foto Stray dog del maestro Daido Moriyama, è identico a quello del progetto e del gruppo. Il photoblog, a cui ho applicato l’eccellente template Duotone, nasce come una sorta di diario attraverso cui mostrare una selezione dei miei scatti e condividere alcune riflessioni sulla street photography.

Non escludo che in futuro ci possa essere un’evoluzione e possa considerare di ampliare il photoblog fornendo informazioni e risorse sulla street photography, per cui al momento rimando a siti già esaurienti. Penso, però, che resterà semplicemente un blog concentrato sulla mia personale attività fotografica per le strade. Si tratta innanzitutto di una scelta, perché non voglio correre il rischio di impelagarmi in disquisizioni sull’essenza e sulla pratica della street photography. Tuttavia è anche una necessità, perché devo cercare di contenere le dimensioni dei miei progetti on-line. Oltre ai due photoblog devo seguire l’account Flickr e il sito dedicato alla mia attività professionale di video editor e motiongrapher. E come se tutto ciò non fosse più che sufficiente, ho in mente di aprire un photoblog per il progetto su Vimercate… ma questa è un’altra storia e l’affronterò in futuro!