Mano, dita

Hand: back

Un’immagine della mia mano destra che ho usato nel mio primo video sperimentale in stop motion “Dita”.

Mi ero ripromesso di sfruttare l’estate da un punto di vista fotografico girando alla scoperta di Milano e di altre città, ma ho trascorso le calde giornate di luglio quasi sempre in casa davanti al computer per lavorare ad alcuni progetti personali.

Sono stato a Milano un paio di volte e ho trascorso un mezzo pomeriggio a Como, ma ho fatto pochi scatti. I pochi scatti en plein air, però, sono stati compensati dai molti, moltissimi scatti eseguiti in studio, che ho effettuato per un video sperimentale in stop motion dal titolo “Dita”. Ho creato un piccolo studio casalingo seguendo la filosofia della diy photography, come già avevo fatto nel caso delle foto dei giochi di fumo.

Dovendo realizzare un video in stop motion, ho dovuto scattare decine di foto per ogni movimento. Tenendo conto che ogni immagine equivale a un frame e che un secondo di video è costituito da 25 frame si può intuire il numero di scatti che possono essere necessari anche per una semplice animazione come la rotazione di una mano di 180° cioè dalla vista del dorso (foto sopra) a quella del palmo (foto sotto).

Hand: front

Per la verità ho semplificato il processo di animazione utilizzando la stessa immagine per 2 o addrittura 3 frame consecutivi. In tal modo ho ottenuto un’animazione meno fluida, che comunque era il mio intento per sottolineare la differenza con animazioni ottenute via computer, ma ho risparmiato tempo in fase di scatto e di post-produzione delle immagini.

Per quanto riguarda il procedimento di animazione, sto scrivendo una breve serie di tutorial sulla stop motion che pubblicherò sul mio sito. Qui mi interessa l’aspetto strettamente fotografico, perché voglio far notare ancora una volta come si possano ottenere ottimi scatti utilizzando un’attrezzatura essenziale e pochi accessori.

Per questa serie di scatti ho utilizzato soltanto la Nikon D80, l’obiettivo 50mm, lo speedlight sb-800 off camera con gelatine Honl e uno sfondo nero costituito da un semplice cartoncino delle dimensioni 100×70 cm. In pratica ho utilizzato la stessa attrezzatura usata per le fotografie del fumo.

Volendo chiudere il diaframma a f/11 per ottenere una discreta profondità di campo, il solo lampo del flash avrebbe potuto essere insufficiente. Per tale motivo ho utilizzto anche un faretto alogeno come seconda luce (in mancanza di un secondo flash esterno) e un paio di pannelli riflettenti per schiarire leggermente le ombre senza eliminarle completamente.

Ho mantenuto il bilanciamento del bianco sulla modalità luce solare in modo che l’immagine risultasse piuttosto calda. Il faretto alogeno che ho utilizzato, infatti, aveva una temperatura colore piuttosto simile a quella di una lampadina di incandescenza e non volevo attenuare la dominante giallo-arancione che donava all’immagine. Per tale motivo ho dovuto bilanciare il lampo del flash applicando una gelatina full CTO con il sistema honlphoto filter.

Dovendo scattare una sequenza di immagini modificando lievemente la posizione della mano a ogni scatto, mi sono servito del cavo di scatto remoto. Di fatto ho dovuto realizzare sequenze di autoscatti, perché, per tenere la mano davanti all’obiettivo, non potevo controllare sul display le singole foto. Se non avessi dovuto fotografare la mia stessa mano, sarebbe stato più semplice, ma, come si dice, si fa di necessità virtù. A tale proposito è utile sottolineare che esistono programmi come Dragonframe che permettono di collegare una DSLR con live preview a un computer e di avere non soltanto un’anteprima dell’immagine che si sta scattando, ma di tutta la sequenza che si sta realizzando. Un’enorme comodità! Tuttavia lo scatto di foto, per così dire, alla ciecia è più simile alla tecnica di stop motion classica, quando gli animatori dovevano affidarsi soltanto alla propria abilità e potevano controllare il risultato soltanto dopo lo sviluppo della pellicola.

Index finger

Una volta scattata una sequenza di immagini, come la rotazione della mano o il movimento di un dito, ho dovuto elaborare gli scatti. In Nikon Capture NX ho sviluppato i RAW. Avendo sempre le stesso tipo di luce ho impostato le regolazioni per la prima immagine, poi le ho copiate e incollate su tutte le altre. In tale fase mi sono limitato ad attenuare la dominante giallo-arancione e a rendere il nero dello sfondo più denso.

In Photoshop ho poi creato un file con i singoli livelli di ogni sequenza, che ho allineato manualmente uno per uno in modo che la posizione della mano nei singoli scatti coincidesse il più possibile. Ho ripulito l’immagine di alcune imperfezioni e per alcune sequenze ho dovuto scontornare la mano per sostituire il fondo con un livello di riempimento dello stesso colore. La color correction che ho sperimentato in After Effects in fase di animazione, infatti, schiariva lo sfondo e tendeva a recuperare l’ombra della mano proiettata sul cartoncino usato come fondo creando una specie di fastidioso alone.

Una volta salvate le immagini in JPEG mantenendo le dimensioni originali, ma convertendo lo spazio colore in sRGB, le ho importate in After Effects e ho potuto creare l’animazione di ogni sequenza.

In Photoshop ho elaborato diversamente soltanto gli scatti della sequenza dei titoli di coda. In realtà non ho fatto altro che limitarmi a scontornarli e a salvarli come PNG con canale alfa, perché, per l’animazione che intendevo creare, avevo bisogno che le singole immagini avessero il fondo trasparente.

Thumb and index finger

La fase di scatto è stata un po’ difficoltosa per il fatto di aver dovuto eseguire autoscatti di sequenze di movimenti senza avere un’anteprima delle singole immagini. Lavorando da solo e praticamente alla cieca, come ho detto in precedenza, ho dovuto ripetere alcune sequenze di movimenti. L’esperienza è stata comunque molto utile, perché mi ha permesso di fare un primo esperimento di animazione in stop motion, di cui ho constatato le difficoltà sul campo.
Dati EFIX della prima foto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...