Fill flash

Questo è il primo tutorial dedicato alla fotografia che ho pubblicato nella sezione Laboratorio del mio sito personale. In questo photoblog riporterò tutti i tutorial dedicati alla fotografia che pubblicherò sul mio sito personale.

Sul mio sito www.lucapassoni.com sono disponibili anche tutorial e risorse gratuite di video editing, motion graphic, grafica e web design.

In questo primo tutorial dedicato alla fotografia mi concentrerò sulla tecnica chiamata fill flash, che consiste nell’utilizzare un lampo di flash per schiarire le zone più scure di un’immagine. Fedele allo spirito espresso nel primo tutorial non mi dilungherò in dettagli tecnici, per i quali rimando ad autorevoli risorse che riporterò alla fine del post.

Ogni moderna fotocamera digitale è equipaggiata con un flash interno (built-in o pop-up flash), ma questo è limitato perché la potenza e la direzione del lampo non possono essere regolate con precisione e soprattutto la posizione del flash stesso non può essere modificata.

Il flash interno è sicuramente comodo in situazioni di luce scarsa, nelle quali diventa indispensabile perché costituisce la fonte di luce primaria. La resa, tuttavia, è spesso mediocre, perché il lampo illumina direttamente il soggetto appiattendo le ombre o creandone di indesiderate dietro il soggetto. La maggior parte degli utilizzatori di reflex (escludo ovviamente i professionisti), tuttavia, è soddisfatta dalla resa del flash interno. Probabilmente tale soddisfazione non deriva dalla qualità dell’immagine ottenuta, ma dal non sapere quanto potrebbe essere migliore se fosse scattata con il supporto di un flash esterno a slitta.

Il flash a slitta è uno strumento indispensabile per chiunque desideri ottenere una migliore illuminazione della scena o creare effetti particolari. Un flash a slitta presenta queste caratteristiche principali:

  • regolazione della potenza del lampo;
  • rotazione della testa;
  • posizionamento in qualsiasi punto della scena (off-camera flash).

 

Un flash a slitta permette di controllare l’illuminazione della scena attraverso diverse tecniche, come il flash di rimbalzo o il fill flash, che in italiano può essere tradotto come luce (o flash) di riempimento. L’utilizzo di più flash sincronizzati permette di ottenere schemi di illuminazione ancora più complessi.

La tecnica del fill flash viene usata spesso nella fotografia di ritratti all’aperto quando il sole è molto forte e crea ombre dure sul volto del soggetto. Un lampo ben bilanciato, infatti, permette di schiarire le ombre rendendole più morbide e dando all’immagine un aspetto più gradevole. Più in generale l’utilizzo del fill flash permette di bilanciare l’illuminazione della scena riducendo il contrasto tra le zone più scure e quelle più chiare dell’immagine.

#002 Fill flash

Questa immagine mostra la stessa foto scattata prima con la sola luce ambiente (a sinistra), cioè il sole, e dopo con l’ausilio del flash (a destra).

Per entrambe le foto ho usato le stesse impostazioni: f/11, 1/200 sec, 200 ISO. L’impostazione mi ha permesso di esporre correttamente il soggetto d’interesse, cioè il campanile e lo sfondo di mare e cielo.

Nella prima immagine l’arco in primo piano e il muretto, che formano una specie di cornice, risultanto più scuri, perché erano in ombra. Se avessi esposto correttamente per tali elementi, il campanile, il mare e il cielo sarebbero risultati sovraesposti.

E’ bene ricordare che quando si scatta in condizioni di forte contrasto si deve sempre scegliere se preservare le alteluci o le ombre, perché la fotocamera non ha una gamma dinamica adeguata a preservare contemporaneamente i dettagli delle zone più scure e di quelle più chiare. Di solito si espone per le alteluci, come si dice in gergo, perché in fase di post-produzione è più semplice recuperare dettagli nelle ombre, soprattutto se si scatta in formato RAW.

Nella seconda immagine l’arco in primo piano e il muretto risultanto più chiari, perché ho usato un lampo del mio flash Nikon SB-800 su slitta per riempire di luce gli elementi che erano in ombra. Significa che, mantenendo l’esposizione impostata correttamente per il soggetto, ho successivamente bilanciato l’illuminazione della scena aggiungendo un colpo di flash.

Certo, avrei potuto schiarire le zone più scure durante l’elaborazione del RAW, ma avendo a portata di mano il flash ho preferito scattare una seconda immagine… altrimenti non avrei avuto l’argomento per questo post! Scherzi a parte, è importante notare che un colpo di flash ci permette di manipolare l’illuminazione di una scena non soltanto in termini di schiarita delle zone più scure, ma anche di creazione o eliminazione di ombre per dare un determinato senso alla scena. Per un esempio di applicazione del fill flash al ritratto rimando a Fill flash: two examples e al sito Lighting Essentials for photographers.

Ecco un altro esempio di foto scattata prima con la sola luce naturale (a sinistra) e dopo con il flash (a destra). In questa immagine la differenza tra le due foto è ancora più evidente e il flash non serve soltanto a schiarire le ombre, ma addirittura a rendere visibile il soggetto.

#002 Fill flash

L’utilizzo del flash su slitta richiede una buona conoscenza di alcuni concetti fondamentali per gestire correttamente l’illuminazione, in particolare quando si utilizza il flash off-camera. La tecnologia più recente, tuttavia, semplifica molto la vita dei fotografi, soprattutto quelli meno esperti, perché anche i lampeggiatori sono dotati di molte funzioni automatiche.
Nelle due immagini cho ho mostrato mi sono avvalso della modalità i-TTL-BL, perciò, per dirla in modo molto succinto, non ho dovuto preoccuparmi di calcolare la potenza del lampo perché il flash e la camera l’hanno fatto per me. Questa funzione rappresenta un’enorme comodità, ma mi preme sottolineare che non sempre dà i risultati migliori, perciò è necessario imparare anche l’utilizzo delle altre modalità e soprattutto di quella manuale. Tratterò tale argomento in uno dei post successivi che dedicherò alla fotografia e in particolare all’uso del flash su slitta.

In conclusione a questo articolo, in cui non mi sono volutamente dilungato sugli aspetti più tecnici, riporto alcune risorse che permettono di approfondire l’argomento dell’uso del flash e in particolare della tecnica del fill flash:

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2 risposte a “Fill flash

  1. una domanda…ho già sentito questa cosa del fill flash ma in situazioni come quella del campanile mi è capitato ovviamente che il flash sparasse a manetta “per arrivare al campanile” e l’arco ovviamente…booooommmmm. per ovviare a sta cosa ho dovuto togliere il flash dalla macchina metterlo in slave, disattivare la sincro con il flash pop up in modo che in wireless sincronizzesse solo con l’unità esterna, regolarmi la potenza con diversi scatti e poi ci son riuscito. adesso mi chiedo sta tecnica del fill flash è questa o c’è un sistema che con il flash esterno on camera ottemperi a questi ingarbugli? sarei molto grato se mi rispondesse ad avphotos@hotmail.it perchè di forum non ci capisco granchè. grazie mille

  2. La tecnica del fill flash, che si può tradurre come luce di riempimento, serve sostanzialmente a schiarire le ombre della scena che risultano troppo scure.
    I casi possibili sono molti, da quelli semplici descritti nel tutorial a quelli complicati che vengono realizzati anche con tre o quattro flash esterni.

    Per rimanere all’esempio del tutorial, forse c’è stato un fraintendimento. Il lampo del flash non ha dovuto “arrivare al campanile”, ma è servito a schiariere l’arco in primo piano. In pratica l’esposizione è stata impostata sulla parte d’immagine in secondo piano, cioè il campanile; di conseguenza l’arco in primo piano, essendo in ombra, è risultato più scuro. Allora per illuminare l’arco ho utilizzato il flash come fonte di luce di riempimento, che si è aggiunta alla luce naturale. Non ho cambiato l’esposizione, ma ho aggiunto la luce del flash.

    Per quanto riguarda il fatto di usare il flash off camera o su slitta, questo dipende dalle situazioni. L’uso del flash in modalità slave permette di posizionarlo in modo che il lampo non sia necessariamente perpendicolare alla camera, che in molti casi è la scelta migliore.

    Riporto di nuovo il link all’articolo di Ken Rockwell (in inglese) che spiega in dettaglio la tecnica: http://www.kenrockwell.com/tech/fill-flash.htm

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